Certificazioni ecologiche – Parte 2

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L’Ecocert è un vero e proprio organismo di certificazione e controllo nato nel 1991 in Francia. Quest’ultimo presenta ulteriori sedi in 24 nazioni, ma la sua sfera d’azione comprende oltre 80 paesi nel mondo.

Ecocert

Il marchio Ecocert può contrassegnare i prodotti cosmetici, ma anche detersivi, profumi, prodotti tessili e derrate alimentari. La certificazione nasce nel 2003 proprio per garantire non solo il prodotto, ma l’intera filiera di produzione. L’attività svolta da Ecocert è stata riconosciuta in Italia anche dal Ministero dell’Agricoltura e dal Ministero delle Finanze, proprio perché l’attività effettuata attraverso le ispezioni è stata inquadrata dalle autorità pubbliche.

Il primo caposaldo della certificazione Ecocert è rappresentato, pertanto, dalla filiera che in questo caso è tracciata in tutta la sua interezza. Gli ingredienti di natura biologica sono separati da quelli non biologici per tutto il processo produttivo.

Per quanto riguarda la certificazione Ecocert dei cosmetici, in uso attualmente anche in molte strutture ricettive, che desiderano offrire un’ospitalità green, gli ingredienti sono segnalati come:

• Naturali: vegetali, animali, marini o minerali
• Derivati da un processo fisico o chimico consentito per agricoltura biologica

Nella certificazione possono rientrare qualsiasi tipo di ingrediente di origine naturale ottenuto senza procurare danno all’ecosistema o il paesaggio. Gli ingredienti derivati devono essere prodotti in base alle direttive promulgate da Ecocert.

In un prodotto Ecocert non troveremo sicuramente ingredienti petrolchimici, assolutamente vietati. Tuttavia, sono ammessi alcuni ingredienti di sintesi e conservanti, purché siano presenti in un’apposita lista.

La certificazione Ecocert presenta diversi livelli, in base agli ingredienti e alle procedure seguite per la loro produzione.

Altro fattore riguarda la formulazione che deve contenere almeno il 95% degli ingredienti di origine naturale o trasformati secondo processi autorizzati. Non devono essere testati su animali. Il prodotto Ecocert è composto per il 95% da ingredienti di origine naturale e trasformato secondo processi autorizzati. Il restante 5% è comunque scrupolosamente controllato, per cui negli ingredienti non possiamo trovare profumi, conservanti, coloranti organici sintetici, oli minerali e altri prodotti derivati dal petrolio ed etossilati. Inoltre, il 10% del totale degli ingredienti del prodotto finito deve essere biologico.
I prodotti Ecocert non possono contenere siliconi e altri ingredienti sintetici e materie prime testate su animali e sostanze derivate da MEA, DEA, TEA e OGM. Anche il packaging del prodotto deve essere interamente riciclabile.

La carta è un’altra risorsa ampiamente utilizzata, se in alcuni casi è necessario il suo utilizzo bisogna cercare di privilegiare prodotti che presentano la certificazione PCF o Processed Chlorine Free, generalmente attribuita alla carta riciclata ottenuta senza l’utilizzo di agenti sbiancanti a base di clorurati, ma sostituiti dal perossido di idrogeno o l’ozono. Le altre certificazioni sono la Totally Chlorine Fre TFC attribuita alla carta vergine prodotta senza cloro, l’Elemental Chlorine Free ECF che indica che non sono state utilizzate sostanze come il biossido di cloro dal quale si produce una sostanza cancerogena come la diossina e la certificazione FSC che indica la carta che proviene da fonti responsabili in cui sono stati rispettati rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

ANYAH






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Certificazioni Ecologiche – Parte 1

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Il problema dell’impatto ambientale delle aziende sul territorio è un argomento che è stato trattato durante l’ultimo decennio. Anche per le strutture alberghiere, al pari di altre aziende, è possibile acquisire alcune certificazioni, che potremo definire più «generiche», come la ISO 14001 o Certificazione di sistema ambientale. Attraverso questa certificazione si attesta che l’azienda e nel nostro caso una struttura ricettiva ha posto in essere un sistema di gestione, di monitoraggio e di continuo miglioramento per quanto concerne le proprie perfomance ambientali, che consentono di ridurre l’impatto sull’ambiente e, di conseguenza, anche i costi di gestione.

iso14001

Con le modifiche pubblicate con la ISO 14001:2015 non solo viene data maggior responsabilità della leadership dell’azienda, ma si pone l’accento anche sul modo in cui sono gestiti i rischi ambientali e le modalità in cui si costruisce una catena di approvvigionamento. L’azienda quindi non solo ha il compito di monitorare i servizi offerti sui quali può esercitare un’influenza, ma anche di migliorare alcuni aspetti dell’organizzazione aziendale.

Un altro marchio abbastanza noto è l’Ecolabel EU. Con questo marchio si attesta che un prodotto o un servizio è stato realizzato in tutto il suo ciclo di vita nel pieno rispetto del regolamento CE n. 66/2010.

I criteri Ecolabel UE sono revisionati da un organo creato ad hoc composto dai rappresentanti degli organismi competenti di tutti gli Stati membri e delle altre parti interessate. Lo scopo è quello di identificare nuovi possibili prodotti e servizi e come attuare e diffondere politiche di sensibilizzazione e l’acquisizione di questo sistema di fare impresa che è inclusivo di servizi e prodotti rispettosi dell’ambiente.

Ecolabel

Un’azienda che vuole puntare sull’ecosostenibilità deve saper scegliere attentamente i prodotti e i servizi da proporre ai propri ospiti. In questo caso le certificazioni aiutano a costruire una rete di approvvigionamento, per l’appunto, che premia i prodotti realizzati sottostando a determinati regolamenti.

In tal senso, oltre alla classificazione Ecolabel, i prodotti, come i cosmetici bio e i prodotti realizzati con ingredienti naturali, ampiamente utilizzati anche in ambito ricettivo e presenti in diversi tipi di formulazioni, possono essere contrassegnati dalla certificazione Ecocert.






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Diventare una struttura ecosostenibile accreditata

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Al momento non esiste un sistema che sia universalmente accettato, all’interno del settore ricettivo, che comunichi l’ecosostenibilità di una struttura ricettiva. Tuttavia, non è un titolo di cui qualsiasi struttura può fregiarsi senza averne diritto.

Bisogna tener presente che il Global Sustainable Tourism Council o GSTC, l’organo preposto alla gestione degli standard globali per il viaggio e il turismo sostenibile, ha creato una serie di indicatori e di norme che crei un’univocità di informazione e di comportamenti da attuare per essere un hotel afferente al circuito delle strutture ricettive ecosostenibili.

I criteri di sostenibilità proposti dal GSTC si sviluppano attorno a tre concetti fondamenti, tra cui:

• la pianificazione efficace della sostenibilità;
• la massimizzazione dei benefici sociali ed economici per la comunità locale e minimizzazione degli eventuali impatti negativi derivati dall’attività svolta;
• l’accrescimento del patrimonio culturale, massimizzando i benefici su di esso e minimizzandone i possibili impatti negativi;

Tali criteri vengono aggiornati con una frequenza che varia dai 3 ai 5 anni, così da variare in base alle nuove esigenze del mercato, al lancio di nuove tecnologie e prodotti che possono aumentare la sostenibilità del business ricettivo.

Le finalità dei criteri proposti dal GTSC sono diverse, in primo luogo c’è l’esigenza, da parte della struttura ricettiva di entrare a far parte di un circuito certificato, che possa attestare quali passi avanti sono stati fatti e quali fare, nel corso del tempo, non solo per rimanere competitivo, ma per costruire un modello di business effettivamente sostenibile.

I criteri sono stati elaborati per aziende di qualsiasi dimensione. Piccolo albergo di campagna o grande catena presente in una metropoli, il concetto di base è sempre quello di valorizzare la propria offerta in maniera contestualizzata, senza dimenticare il territorio di appartenenza.

Il percorso, pertanto, è flessibile e non uguale per tutte le strutture, perché ritagliato in base alle esigenze specifiche di ciascun albergatore, mentre il risultato finale è comune ed è, come finora abbiamo affermato, un modello di ospitalità sostenibile, in cui sono armonizzate le diverse istanze sociali, economiche e ambientali.

Allo stesso tempo il rispetto dei criteri GTSC consente anche l’accesso facilitato all’interno di un mercato sempre più ampio e variegato, in cui il protagonista e il consumatore o, in questo caso, il viaggiatore sono sempre più alla ricerca di alberghi e B&B che rispondano ai requisiti di ecosostenibilità.

Ci si pone l’obiettivo di guidare: i consumatori nell’identificare le aziende e i programmi turistici sostenibili, i player di settore nell’individuare dei partner con cui condividere e costruire un percorso ricettivo volto alla valorizzazione del proprio territorio e delle potenzialità in esso espresse.

La certificazione GSTC è fornita da enti parti terze accreditati, presenti in ogni parte del mondo. Il compito di questi enti, una volta interpellati, è quella di elaborare un audit che evidenzi quali sono i passaggi indispensabili da fare per qualificarsi come struttura ecosostenibile.

Lo sviluppo di nuove tecnologie consente di ottenere performance migliori e di risparmiare sui consumi energetici. Nuovi materiali offrono miglior potere isolante, così come interventi di restauro piuttosto che di sostituzione possono, laddove possibile, far risparmiare in termini di produzione e smaltimento dei rifiuti.

È indispensabile, quindi, essere sempre aggiornati e aggiornare la propria struttura ricettiva in maniera tale da poter essere sempre competitivi all’interno del mercato in termini di ecosostenibilità.






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I trend del turismo sostenibile – Parte 2

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Nel cambio delle abitudini ha inciso sicuramente un’ispirazione di tipo ecologico, che parte in alcuni casi dall’aver sperimentato la fruizione del panorama naturalistico, che ha rappresentato un input per un approccio più rispettoso dell’ambiente. Più della metà dei partecipanti sono stati spinti da una consapevolezza dell’impatto distruttivo che il turismo non responsabile ha sull’ambiente.

Allo stesso tempo anche la presa di coscienza su realtà virtuose che apportano benefici alle popolazioni locali ha un peso nelle riflessioni del viaggiatore moderno. Altro fattore importante è quello dell’esperienza diretta sui danni e gli effetti insostenibili che il turismo ha nel proprio paese di origine.

La maggior consapevolezza sulle tematiche ambientali sui fattori sociali ed economici ha generato anche una riflessione sulle proprie abitudini di viaggio e la generazione di un senso di colpa per le scelte passate e un desiderio di viaggiare in maniera più consapevole ed etica.

Anche questa ricerca afferma che il 67% degli intervistati è disposto a spendere il 5% in più per assicurarsi un viaggio con il più basso impatto possibile sull’ambiente. I più sensibili all’argomento sono i viaggiatori indiani, disposti a spendere anche il 15% in più, seguiti dai brasiliani e dai cinesi.

Pagare

Un ostacolo che si frappone tra il consumatore e la scelta di un viaggio ecosostenibile è ravvisabile nella mancata presenza di informazioni chiare e di certificazioni vere. Un altro fattore che si scontra con l’idea di vacanza ecosostenibile, in rapporto allo stile di vita condotto nei paesi industrializzati, è il tempo.
Viaggiare in maniera sostenibile significa anche aumentare i giorni di viaggio e scegliere destinazioni più vicine (il che è un limite considerevole da valutare), tutto questo con un’incidenza sui costi, che non si traduce poi nel ricevere il livello di comfort desiderato.

La prospettiva che muta, invece, una volta nel luogo del proprio soggiorno, riguarda le abitudini di acquisto. I viaggiatori sono alla ricerca di esperienze genuine, quindi sono messi al bando i locali turistici e le cineserie da souvenir, così come si preferisce utilizzare la rete di trasporti pubblici piuttosto che i taxi. I prodotti locali e assaporare una cucina a Km 0 rientrano tra le attività preferite della maggior parte di viaggiatori.

Come dimostrato dalla ricerca effettuata da Booking.com c’è ancora molta strada da fare da parte del settore ricettivo per costruire un’esperienza ecosostenibile standard.

Booking






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I trend del turismo sostenibile – Parte 1

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Come abbiamo visto finora il turismo sostenibile richiede un riadattamento del proprio business, che comporta un notevole sforzo. Ci sono diversi fattori economici che spingono il settore ricettivo verso la sostenibilità.

Le Nazioni Unite, attraverso l’Organizzazione Mondiale del Turismo, ha stimato che nel 2020 saranno effettuati circa 1,6 miliardi di viaggi ecologici. I viaggiatori sono sempre più informarti riguardo le tematiche ambientali e, allo stesso tempo, ricercano nelle strutture ricettive selezionate per i loro viaggi proposte che sposino una filosofia green.

Secondo un’analisi condotta da Nielsen nel 2015 è stimata una crescita, nella considerazione degli intervistati, di brand e prodotti che basano la propria offerta sulla sostenibilità. In particolare, questa tendenza non riguarda solo i Millennials, ma anche la generazione del Baby Boomers.

Nel dettaglio, si stima che le persone appartenenti a tali generazioni siano disposte a investire di più in brand che adottano politiche ecosostenibili. Il viaggiatore moderno è soggetto a molteplici stimoli provenienti dai mass media: televisioni, riviste e canali digitali offrono un’ampia gamma di informazioni e notizie, per cui l’offerta si ramifica e diventa quanto mai vasta.

Parco

In tal senso, possiamo affermare che bisogna agire creando un’offerta in grado di attirare viaggiatori eco-consapevoli. Quest’ultimo si aspetta di essere coinvolto pienamente nell’esperienza-viaggio, attraverso attività e proposte che lo aiutino a godere del territorio in maniera responsabile senza per questo compromettere la qualità del viaggio.
I trend sono in crescita, anche in base alla maggior sensibilità mostrata dai viaggiatori verso le tematiche ambientali e la riscoperta del territorio, come ha evidenziato anche un sondaggio commissionato dal portale Booking.com che per celebrare l’Earth Day, ricorrente ogni anno il 22 aprile, ha analizzato i trend di viaggio effettuando un’indagine con focus sul turismo ecosostenibile, che coinvolgeva 12.134 persone, che agiscono su circa 12 mercati differenti, tra cui anche quello italiano.

Il viaggio green, secondo il report di questo sondaggio si sta trasformando da moda in un vero e proprio concept turistico che potenzialmente può entrare a far parte delle abitudini dei consumatori. Tra gli intervistati l’87% dei viaggiatori deciderà di intraprendere una vacanza ecosostenibile e 4 viaggiatori su 10 già effettua viaggi ecosostenibili con una certa frequenza.

Hotel ecosostenibili

Tuttavia, da quello che emerge dalle statistiche il 48% degli intervistati non ha ancora provato un viaggio eco-friendly. Le strutture ecosostenibili sono idealmente al primo posto tra le scelte dei viaggiatori sia perché desiderosi di ridurre l’impatto ambientale, sia per vivere un’esperienza local genuina e sia perché c’è l’esigenza di voler essere a posto con la scelta fatta in termini etici.

Rispetto al passato è aumentata la percentuale di coloro che desiderano pernottare in una struttura ecofriendly. Se nel 2016 il dato percentuale arrivava al 62%, nel 2017 la percentuale è salita al 65%, mentre nel 2018 il dato ha subito un ulteriore incremento salendo al 68%.






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I passi fondamentali per creare una struttura Ecosostenibile – Parte 2

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In passato, la massimizzazione del profitto, spesso superava le effettive potenzialità del territorio. Il turismo non diventava risorsa per le popolazioni autoctone, ma apportava danni al territorio e i mesi turistici venivano vissuti come una sorta di assedio. Vediamo alcuni esempi pratici. Continua a leggere “I passi fondamentali per creare una struttura Ecosostenibile – Parte 2” »






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I passi fondamentali per creare una struttura Ecosostenibile – Parte 1

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C’è un percorso obbligatorio che porta un albergo a diventare una struttura ricettiva ecosostenibile. Un primo passo è sicuramente quello di abbattere drasticamente gli sprechi alimentari. Viviamo in una società che ha creato il mito dei consumi e dell’abbondanza, basta osservare la quantità di cibo che ogni giorno viene riversata nel cassonetto, in primis tra i rifiuti domestici, poi tra quelli delle catene della grande distribuzione, fino, naturalmente al settore della ristorazione e dell’ospitalità. Continua a leggere “I passi fondamentali per creare una struttura Ecosostenibile – Parte 1” »






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Guida alla scelta del materasso in albergo – Parte 2

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Capitolo a parte riguarda i materassi su misura, che sono indicati per chi ha esigenze specifiche e ha bisogno di un prodotto customizzato al 100%.

Quelle elencate sono le forme più comuni di materassi. Talvolta sono utilizzati materassi singoli o di una piazza e mezzo per trasformare in maniera veloce una camera doppia in matrimoniale ed eliminando la divisione tra i due letti con l’utilizzo di un topper. Continua a leggere “Guida alla scelta del materasso in albergo – Parte 2” »






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Guida alla scelta del materasso in albergo – Parte 1

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Il materasso è uno degli elementi più importanti che compongono una camera, ed è forse tra le dotazioni che attira maggior attenzione da parte dei clienti. A questo oggetto, infatti, può essere legata l’intera valutazione del viaggio. Bisogna tener presente, che nessuno desidera pagare per un letto scomodo, nonostante si offrano servizi di alta qualità. Continua a leggere “Guida alla scelta del materasso in albergo – Parte 1” »






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Le tende per la camera d’albergo -2-

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Il giusto posizionamento delle tende è il seguente: partendo dal vetro si posa il tendaggio leggero dopo il tendaggio pesante o oscurante, ma è possibile anche posizione in modo opposto, dipende dall’effetto che si vuole dare alla stanza.

Si deve privilegiare un sistema di montaggio tende semplice che consenta lo smontaggio periodico delle tende per i lavaggi necessari. Il sistema più pratico e utilizzato è quello in cui le tende scorrono su binario ad una o più corsie, che può essere montato a parete o soffitto, questo evita che ci possano essere fessure di luce che possano disturbare il cliente. Continua a leggere “Le tende per la camera d’albergo -2-” »






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