Cambiare aria: come assicurare un ambiente salubre ai propri clienti

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Un altro problema da affrontare è quello che riguarda l’inquinamento degli ambienti. C’è infatti una maggior consapevolezza, ai giorni nostri, dell’inquinamento indoor, alla cui base troviamo diversi fattori.

Anzitutto esistono diversi agenti che sono in grado di alterare la qualità dell’aria. Tra questi ultimi distinguiamo agenti chimici, fisici e biologici. In particolare, ci sono fattori inquinanti che provengono dall’esterno ed altri, invece, che sono prodotti da fonti interne.

In questo processo l’uomo ha un ruolo cardine, mentre altri elementi sono rappresentati da polvere, strutture e materiali edili, arredi e impianti. Per quanto riguarda l’uomo, quest’ultimo produce dei bioeffluenti che non raggiungono, in genere, concentrazioni nocive, ma si rilevano proprio in base alla presenza di un odore sgradevole.

Pensiamo a una sala meeting con all’interno un centinaio di persone e senza sfogo diretto sull’esterno: il ricambio d’aria deve essere comunque favorito da un sistema di ventilazione, altrimenti il deteriorarsi della qualità dell’aria potrà comunque causare una sensazione di disagio.

Inoltre, le persone producono dei contaminanti biologici. Questi ultimi sono rappresentati dalla desquamazione dell’epidermide e soprattutto dall’emissione di gocce di saliva attraverso la tosse, gli starnuti o la semplice fonazione. Queste sono note come “goccioline di Flügge” e rimangono sospese nell’aria, veicolando, in questo modo, agenti infettivi di numerose malattie.

Bisogna considerare, infatti, che la maggior parte del nostro tempo viene trascorsa al chiuso. Gli spazi spesso sono condivisi, e si creano degli assembramenti che facilitano il diffondersi di alcune malattie.

Un’aria satura in un ambiente chiuso può essere il viatico attraverso il quale si contraggono diversi tipi di malattia, dal semplice raffreddore fino a patologie che possono presentare complicanze più severe. Inoltre, un ambiente saturo non è salubre per chi soffre di asma o allergie e può incontrare maggiori difficoltà a respirare.

Per far fronte a questa problematica, per esempio, si possono adottare dei purificatori d’aria professionali, che eliminano dall’aria il 99,97% di agenti patogeni, polveri sottili e cattivi odori.

Questo sistema ha un’efficacia stimata al 99,9% per quanto riguarda la capacità virucida e si contraddistingue anche per i consumi contenuti, che non eguagliano quelli di una lampadina a led. Ricordiamo che l’efficacia del prodotto è stabilita e codificata in base ai test di laboratorio. In più, il purificatore è corredato da certificazione, altra garanzia che può ulteriormente rassicurare l’ospite.

Esistono due versioni di purificatore d’aria professionale. In particolare, abbiamo modelli freestanding che possono essere spostati facilmente in base al bisogno, e modelli con installazione a parete, che sono particolarmente indicati nelle camere e non solo.

Per esempio, per una sala meeting è possibile collocare dei purificatori professionali freestanding piazzandoli laddove c’è una maggior necessità, mentre il sistema a parete consente di ottimizzare gli spazi e ridurre l’ingombro.

Il purificatore per l’aria non deve essere settato e non ha bisogno di particolari interventi di manutenzione. Tramite un sensore intelligente, è in grado di rilevare suoni e la saturazione dell’aria e funzionare di conseguenza, ottimizzando i consumi.

E per l’emissione di rumore? Questo dispositivo è adatto alla collocazione in camera? Come abbiamo accennato in precedenza, il purificatore può essere collocato in camera e funziona in modalità silenziosa.

Questa soluzione rappresenta sicuramente un plus, perché versatile e adeguata a venire incontro alle esigenze di un turista in grado di indirizzare la propria spesa verso strutture ricettive che investono sulla sicurezza dell’ospite.






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