Il minibar come fonte di guadagno – 3 –

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I prodotti all’interno del frigobar sono sempre gli stessi. È un’offerta stanca e poco innovativa.

Vi ricordate le vecchie farmacie? Qualcuno le potrà ricordare con nostalgia ma erano ambienti austeri dove al di fuori di un farmaco non si trovava altro. Pensiamo a come sono adesso! Sono moderni negozi che hanno diversificato i prodotti da vendere: è anche così che si combatte la crisi, aumentando i prodotti e servizi offerti per recuperare le perdite di fatturato e/o di margine. La stessa strategia può essere applicata ai prodotti da minibar.

Se si vuole andare incontro a una clientela più vasta, bisogna cambiare il modo di pensare il minibar, intercettando una domanda di prodotti naturali, salutistici e dietetici poiché i gusti delle persone stanno cambiando. Il tutto senza trascurare un packaging che sia invitante e che riporti alla mente i colori naturali. Rendere invitante l’offerta di prodotti per minibar sicuramente aumenta le vendite, migliorando notevolmente la percezione del servizio offerto, valorizzando e qualificando l’immagine dell’hotel, dimostrando la capacità di differenziarsi, con l’attenzione alla qualità dei prodotti ma anche alla salute degli ospiti.

Una questione che molti albergatori ci pongono a questo proposito è: i prodotti biologici o di nicchia costano di più? In realtà la differenza è esigua e con un ricarico minore questi prodotti possono essere proposti più o meno agli stessi prezzi dei prodotti standard, con la differenza che questi si vendono! Inoltre, il prezzo ritenuto ragionevole dal cliente per i prodotti biologici è il 15/20% in più rispetto ai prodotti standard.

Ogni albergo ha una sua storia, una propria clientela e deve trovare i prodotti più adatti alla sua clientela. Il minibar deve soddisfare una necessità occasionale ma poi si può anche fare di più a seconda della tipologia dell’albergo e della clientela. Sicuramente esiste una platea di persone che ha voglia e curiosità verso prodotti nuovi che è disposta a pagare un prezzo ragionevole.

Da un sondaggio di Hrs.com riportato su Repubblica è emerso che il 60% degli intervistati gradirebbe una varietà maggiore di snack e magari più salutari mentre ben il 75% gradirebbe succhi di frutta (vera frutta). Per quanto riguarda invece la clientela estera, il 14% gradirebbe attenzione ai problemi legati alla celiachia.

Da una ricerca effettuata da un produttore di alimenti Bio emerge la presenza di un mercato potenziale di clientela,  prevalentemente femminile, giovane e con figli, composto da una componente che non ha mai provato prodotti bio, e quindi è curiosa, e da una componente di entusiasti del cibo Bio. Insieme queste due categorie che hanno interesse ad acquistare questo tipo di alimenti, arrivano al 48% del mercato dei consumatori.






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